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How a School Project Became the Symbol of an Event

How a school project became the symbol of an event.

Come un progetto scolastico è diventato il simbolo di un evento

Nel 2015 frequentavo il quarto anno dell’Istituto Scotton di Breganze quando la scuola decise di partecipare a un concorso promosso dal Comune di Bressanvido, dalla Pro Loco e da Latterie Vicentine per realizzare il nuovo logo della Festa della Transumanza.

All’epoca era uno dei primi progetti che affrontavo con un committente reale. Non era un’esercitazione scolastica: c’era un obiettivo preciso, un territorio da rappresentare e una manifestazione che stava vivendo un momento importante della sua storia.

Quella che oggi conosciamo come Festa della Transumanza stava crescendo. Accanto all’evento tradizionale nasceva infatti il primo Festival dell’Agricoltura, con l’obiettivo di valorizzare il territorio, le produzioni locali e mantenere viva una tradizione che rischiava di scomparire. Il nuovo logo avrebbe accompagnato questa evoluzione, diventando il simbolo della manifestazione.

Prima ancora di disegnare abbiamo dedicato tempo a capire il significato della Transumanza. In classe abbiamo letto il brief, raccolto immagini, discusso il ruolo degli allevatori e il legame tra montagna e pianura. Più approfondivo il progetto, più mi rendevo conto di quante cose quel logo dovesse raccontare.

La sfida non era creare qualcosa di bello, ma trovare un equilibrio tra tutti questi elementi senza rinunciare alla semplicità. Cercavo un simbolo capace di essere immediato, ma che contenesse anche un secondo livello di lettura.

L’idea è nata osservando la silhouette di una mucca. Mi sembrava la forma giusta dentro cui racchiudere l’intera storia della Transumanza. All’interno trovavano posto il profilo delle montagne, il contadino, il percorso verso la pianura e, nel lettering, le impronte che richiamavano il passaggio degli animali e il legame con il territorio vicentino. Ogni elemento aveva un motivo per esserci e contribuiva a costruire un unico racconto.

Dopo la consegna passarono alcune settimane. La professoressa mi disse soltanto di essere presente alla premiazione organizzata da Latterie Vicentine, senza aggiungere altro. Solo quel giorno scoprii che il progetto scelto era il mio.

Ricordo ancora l’emozione di quella mattina. Oltre alla soddisfazione di vedere riconosciuto il mio lavoro, ricevetti un premio di 1.500 euro, una cifra che, per uno studente, sembrava enorme. Ma il ricordo più forte non è il premio: è la sensazione di vedere, per la prima volta, un progetto uscire dall’aula e diventare qualcosa di reale.

Nei giorni successivi il logo comparve sui giornali, nei servizi televisivi e sui materiali della manifestazione. Gli articoli raccontavano come la giuria avesse apprezzato il suo impatto visivo e la ricchezza di significati, sottolineando la capacità di racchiudere in un’unica immagine il contadino, la mucca e la montagna. Leggere quelle parole fu un’emozione difficile da descrivere: fino a poche settimane prima quel progetto era semplicemente un foglio sul banco di scuola.

La cosa che non immaginavo è che quella storia non si sarebbe conclusa con la premiazione. Il logo iniziò a comparire sulle forme di formaggio realizzate per la manifestazione, sui cartelli della Transumanza, sui materiali promozionali e persino sui campanacci decorati dell’evento. Negli anni successivi continuò ad accompagnare la comunicazione della manifestazione, diventandone l’identità visiva.

A distanza di dieci anni guardo quel logo con occhi diversi. Ci sono dettagli che oggi probabilmente affronterei in un altro modo, ma quello che non cambierei è il percorso che lo ha fatto nascere.

È stato il primo progetto a insegnarmi che il design non parte da un software, ma dall’osservazione. Prima si cerca di capire un contesto, poi si mettono in relazione le idee e solo alla fine si prova a trasformarle in una forma semplice.

Ripensandoci oggi, credo che quella sia stata la lezione più importante di quel concorso. E, in fondo, è ancora il modo con cui affronto ogni nuovo progetto.